Enyò in dialetto di Togoville, significa cosa bella e
buona!!
Grazie al Vs. contributo, siamo riusciti raccogliere e a
devolvere alla casa Famiglia Papà Enzo 2528Euro, 26 cents.
Sotto alcune foto dei ragazzi con la loro Enyò.
“ L’Onus Mama Africa” è un
associazione costitita nel dicembre 2005.
Nasce
dall’esperienza di volontariato laico del prof. Enzo Liguoro, che nel corso
dei suoi viaggi ha avuto modo di conoscere la realtà dell’Africa e di
restarne via via coinvolto prima come esploratore e conoscitore dei luoghi e poi
sempre più come volontario laico, sentendosi chiamato a limitare, per quanto
possibile, le sofferenze e le ingiustizie subite da questo continente e dalla
sua popolazione.
Punto
essenziale di questo cammino personale è l’esperienza dell’affido,
attraverso la quale Enzo ha portato in Italia ed assistito, nel corso di oltre
un ventennio, aiutandoli anche nello stabile inserimento sociale e lavorativo,
sette ragazzi africani affetti da differenti e gravi problematiche di salute,
che li avrebbero condotti alla morte se non curate in un paese occidentale.
Partendo
da questa esperienza e dalla conoscenza delle famiglie e del contesto di vita
dei giovani di cui si faceva carico, è nata l’idea di una serie di micro -
progetti di solidarietà, finalizzati a rispondere ad esigenze elementari di
vita di persone incontrate negli oltre venti viaggi effettuati in Africa.
I
progetti riguardano sia interventi finalizzati alla tutela della salute, come
operazioni chirurgiche o spese per la costituzione di dispensari farmaceutici,
sia il finanziamento della scolarizzazione di intere classi di bambini nei
villaggi, sia il sostegno a realtà già esistenti come radio di opposizione ai
regimi esistenti (ad esempio in Togo), sia l’aiuto a realtà gia esistenti
quali missioni comboniane, adozioni di bambini in famiglie locali,
sovvenzionamento di imprese agricole e così via.
TOGOVILLE,
Poco
più di 10.000 abitanti questo
villaggio lo si raggiunge preferibilmente in piroga ( è situato su un lago).
La
gente è dedita essenzialmente all’agricoltura ( mais,canna da zucchero,
manioca ). Un’agricoltura di sussistenza senza sbocchi commerciali.Se piove si
raccoglie , altrimenti…niente !
La
disoccupazione tocca cifre altissime e la fuga da parte dei giovani verso la
capitale Lomè è in crescita. Anche se poi la capitale non offre alcuna
opportunità salvo ingrossare le fila di quelli che si arrangiano o peggio
ancora della microcriminalità che comincia ad essere un fenomeno preoccupante.
L’elettricità
serve un 10 % della popolazione mentre l’acqua potabile una percentuale ancora
inferiore. Normalmente in ogni parcella c’è un pozzo la cui acqua se non
bollita provoca spesso vermi,dissenteria ed amiebasi intestinale o epatica ( e
il carbone costa …!)
Le
condizioni igienico-sanitarie sono pessime ed un ospedale degno di tal nome è a
circa 30 km percorribili in più di un’ora a causa delle precarie situazioni
stradali.
Non
esiste assistenza sanitaria statale e tutte le spese mediche,farmaceutiche ed
ospedaliere sono a carico dell’ammalato.Un salario medio ( per i fortunati che
ce l’hanno) è di 30 euro al mese circa.
Negli
ultimi anni l’AIDS ( SIDA come lo chiamano loro ) ha decimato la generazione
dei genitori. Solo i ragazzi più fortunati hanno i nonni che tra gli stenti
continuano ad alimentarli.
Ma
, causa anche la totale disinformazione istituzionale e dei mass-media (
pochissimi i televisori e nessun giornale in circolazione ),la popolazione non
ha coscienza di tale malattia che ormai ha carattere di epidemia.
Gli
orfani di entrambi i genitori sono numerosissimi.
Ho
svolto un’inchiesta in una classe ( 5 elementare ) : su 45 alunni sono 9
quelli che non hanno entrambi i genitori e 7 quelli che ne hanno perso uno.
Mi
hanno raccontato che mangiano una sola volta al giorno : un pugno di farina di
mais mescolato con acqua , e magari senza cuocerla.
La
casa-famiglia si prefigge i seguenti scopi :
1)
Nutrizione
2)
Salute
3)
Scolarizzazione
4)
Formazione professionale
Ovviamente il numero di utenti sarà
condizionato dalle forme di contribuzione che mi perverranno .Per il momento
potrò contare sull’introito della mia pensione che secondo calcoli realistici
mi consentirà di potere assistere circa 40 ragazzi / e .
Per tale motivo sarò costretto a creare una
fascia di età ( 8-15 anni ) per i potenziali fruitori di solidarietà.
Ne’ potrò accettare i ragazzi dei villaggi vicini ( ancora più in
situazione di estrema miseria ) se cuori nobili in Italia, non si sentiranno
coinvolti in questo progetto che intende restituire un minimo di dignità e
fiducia in esseri umani dimenticati dal prossimo e da Dio.
Papà Enzo
A
luglio 2006 in Africa è nata una casa-famiglia dove sono ospitati bambini
orfani e che vivono in strada . Avevano perso anche il sorriso che eravamo
abituati a scorgere sul loro volto.
L’Africa
non è un continente povero , ma impoverito;non è un continente marginale , ma
marginalizzato ; non è un continente malato , ma contaminato .
Vorrei
parlare a nome delle madri di questi paesi privi di risorse e che vedono morire
i loro bambini di malaria o di diarrea , ignorando che esistono per salvarli
,farmaci che la scienza delle multinazionali non offre loro , preferendo
investire in laboratori di cosmetici per i capricci di uomini e donne la cui
civetteria è minacciata dagli eccessi di calorie dei loro grassi pasti.
Vorrei
parlare anche a nome del bambino.Il bambino del povero , che ha fame e che
guarda verso l’abbondanza ammonticchiata in un negozio per ricchi.Il bambino
che non ha diritto a frequentare la scuola perché deve andare nei campi a
coltivare o a prendere l’acqua con la tanica da 20 litri sulla testa a 10 km
di distanza.
Sono
già 35 i ragazzi orfani che usufruiscono della struttura potendo finalmente
ricevere da mangiare, da studiare e da curarsi.
Tutto
ciò è stato possibile grazie alla solidarietà di donne e uomini di buona
volontà che hanno deciso di AGIRE
.
Restituire
il sorriso e la speranza si può !
Se
vuoi saperne di più o vuoi dare una mano visita il sito mamafrica.it
|